CURIOSITÀ CREATIVE

Come è nato il simbolo &?

La & (“e” commerciale) deriva dall’unione delle due lettere della congiunzione latina et. Uno dei primi esempi di & apparve su un papiro risalente al 45 d. C., che mostra la legatura delle lettere maiuscole E e T. Anche sui graffiti di Pompei (79 d. C.) appare la stessa combinazione. Documenti posteriori, redatti in corsivo, mostrano invece la legatura delle minuscole. Stenografia. Inizialmente l’unione di queste due lettere era solo un modo per scrivere più velocemente ma, col tempo, questa combinazione iniziò a somigliare a un simbolo: nell’Alto Medioevo, la legatura era ormai un elemento fisso della scrittura.


 

Un codice QR (in inglese cele) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D), ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone.

Il nome QR è l’abbreviazione dell’inglese quick response (risposta rapida), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.

l codice QR fu sviluppato nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave, allo scopo di tracciare i pezzi di automobili nelle fabbriche di Toyota.

Vista la capacità del codice di contenere più dati di un codice a barre, venne in seguito utilizzato per la gestione delle scorte da diverse industrie.

Nel 1999 Denso Wave, pur conservando i diritti di brevetto, ha rilasciato l'uso del codice QR con licenza libera,

In questo contesto di sviluppo pervasivo del web mobile nella vita quotidiana i codici QR si rivelarono utili per sollevare le persone dal noioso compito di inserire dati nel proprio telefonino. Così, dalla seconda metà degli anni 2000, divennero sempre più comuni le pubblicità che ricorrevano all’uso dei codici QR stampati sulle pagine di giornali e riviste, o sui cartelloni pubblicitari, per veicolare facilmente indirizzi e URL.

I codici QR possono contenere sia indirizzi internet, collegamenti a video, che testi, che numeri di telefono, o sms.

Sono leggibili da qualsiasi telefono cellulare e smartphone munito di un apposito programma di lettura (lettore di codici QR, o in inglese QR reader).

Per leggere un codice QR è sufficiente inquadrarlo con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore (la App).

 

 


Lowenbrau

Lo sapevate che il logo aziendale più antico è il logo di Lowenbrau. Il birrificio bavarese è attivo da secoli, è sopravvissuto a guerre mondiali e concorrenza, attualmente la fa da padrone ad ogni Oktoberfest. È interessante vedere che l’azienda si presenta con il logo invariato dal 1383 (sono oltre 6 secoli!!). Lowenbrau significa “Birra del Leone” ed il logo rappresenta appunto un leone in stile araldico. Possiamo immaginare che i mastri birrai non ragionassero in termini di marketing quando hanno scelto l’immagine che li avrebbe rappresentati, ma possiamo dire per certo che hanno vinto la sfida con il tempo!! L’animale sta a simbolizzare forza e dignità, i colori usati sono blu e oro. Il blu comunica sicurezza, responsabilità, fiducia; l’oro è per antonomasia il colore prestigioso e regale. Tende ad essere associato ai beni preziosi.


La brossura è un tipo di rilegatura per libri o brochure che superino i 2-3 millimetri di spessore totale

Tale legatura si ottiene incollando sul dorso delle segnature (ottavi, dodicesimi, sedicesimi, ventiquattresimi, trentaduesimi, a seconda di quante pagine contengono) una copertina di cartoncino e poi rifilando sui tre lati. Nel caso di stampa digitale non ci si trova, normalmente, di fronte a segnature, ma a singole pagine stampate.

La legatura in brossura può essere di due tipi: fresata (prima dell'incollatura le segnature vengono raccolte e tagliate con una fresa dal lato della piega in modo da permettere una maggiore penetrazione della colla) o a filo refe (le segnature vengono cucite al centro con un filo di cotone, lino, canapa o sintetico e poi incollate). Il primo tipo è di fattura più rapida ed economica, il secondo resiste di più all'usura.

Esiste inoltre, specie per le rilegature di pregio, il classico libro in brossura cucita, per cui si usava spesso il filo di seta, preferito per la resistenza e la delicatezza nei confronti della carta. La rilegatura avviene su copertina in cartonato, che può avere dorso quadro o tondo, oltre a una fettuccia in tela a cui talvolta è applicato un nastro che funge da segnalibro.


Premessa

La pubblicità ha radici antiche, almeno sotto forma di propaganda. A Pompei si possono leggere ancora oggi delle scritte, sui muri delle case romane distrutte dal vulcano nel 79 d.C., che invitano i passanti a votare per un certo candidato alle elezioni. Ma di pubblicità vera e propria si può parlare solo dopo l'invenzione della stampa. Il primo annuncio pubblicitario risale al 1630 e apparve su un giornale dell'epoca: si trattava di una semplice inserzione che richiamava il nome del prodotto. Con la rivoluzione industriale, l'aumento della produzione di merci si è imposto poi il modello pubblicitario che noi conosciamo: il prodotto di una scienza che usa tecniche raffinate e si avvale dell'apporto di psicologi, artisti, disegnatori e registi famosi. È un fenomeno che coinvolge masse enormi di persone ed è un'industria che investe ingenti capitali, impiega intelligenze sopraffine e dà lavoro a milioni di persone.

Pubblicità della Coca-Cola nel 1907. Il gentiluomo in frak e tubino, chiamato a testimoniare la bontà della Coca-Cola, è ambientato in una soda fountain, un locale in cui erano vendute bevande gasate. I pubblicitari della Coca-Cola si prendono cura del gentiluomo, così preso dalla vita mondana: "Per alleviare la fatica rinfrescati prima o dopo il vortice spossante di una serata mondana. L'effetto leggermente tonico della Coca Cola allieva la fatica e calma i nervi tesi senza eccessive stimolazioni. È genuina, buona al palato ed aiuta la digestione"


Pop art è il nome di una corrente artistica della seconda metà del XX secolo che deriva dalla parola inglese "popular art" ovvero arte popolare. Questa nuova forma d'arte popolare è in netta contrapposizione con l'eccessivo intellettualismo dell'Espressionismo Astratto e rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti e ai linguaggi della società dei consumi. L'appellativo "popolare" deve essere inteso però in modo corretto. Non come arte del popolo o per il popolo ma come arte di massa, cioè prodotta in serie. Con sfumature diverse, gli artisti riprendono le immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del mondo del cinema e dell'intrattenimento, della pubblicità. La Pop Art infatti usa il medesimo linguaggio della pubblicità e risulta dunque perfettamente omogenea alla società dei consumi che l'ha prodotta. Gli artisti che vanno ricordati sono: Jasper Johns, Robert Rauschenberg, James Rosenquist, Andy Warhol e Roy Lichtenstein.

Andrew Warhola Jr., noto come Andy Warhol (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore statunitense. La sua attività artistica conta tantissime opere, che produceva in serie con l'ausilio dell'impianto serigrafico. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Tse-Tung, Che Guevara e tante altre. La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti). Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola) o immagini d'impatto come incidenti stradali o sedie elettriche, riusciva a svuotare di ogni significato le immagini che rappresentava proprio con la ripetizione dell'immagine stessa su vasta scala. La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all'interno di un museo o di una mostra d'arte, era una provocazione nemmeno troppo velata: secondo uno dei più grandi esponenti della Pop Art l'arte doveva essere "consumata" come un qualsiasi altro prodotto commerciale.

I famosi barattoli di zuppa Campbell's spesso rappresentati da Warhol.


Keep Calm and Carry On (lett. "Mantieni la calma e vai avanti") fu un poster prodotto dal governo inglese nel 1939 agli albori della seconda guerra mondiale, con lo scopo di invogliare la popolazione a mantenere l'ottimismo e non farsi prendere dalla disperazione nel caso di una invasione nemica. Tuttavia non fu mai usato e anche per questo è scarsamente conosciuto. Fuori dagli archivi governativi, fu creduto che vi fossero solo due copie originali superstiti del poster, fino a quando nel 2012 una nuova collezione di 15 poster originali fu portata al Antiques Roadshow dalla figlia di un ex membro degli Royal Observer Corps.
Il poster è stato riscoperto nel 2000 ed è stato utilizzato da società private come tema per pubblicizzare una vasta gamma di prodotti.
Il poster fu inizialmente prodotto dal Ministero dell'Informazione britannico nel 1939, da un designer sconosciuto, con l'idea di distribuirlo tra la popolazione in caso di disastro bellico. La tiratura fu di due milioni e mezzo di copie, anche se ne furono distribuite pochissime ma ebbe molto successo
Questo fu il terzo di una serie di tre. I due poster precedenti "Your Courage, Your Cheerfulness, Your Resolution Will Bring Us Victory" (800.000 copie) e "Freedom Is In Peril. Defend It With All Your Might" (400.000 copie) furono pubblicati e usati in tutto lo stato per scopi motivazionali, poiché il ministero era convinto che la prima settimana di guerra avrebbe demoralizzato la popolazione. I piani per il poster iniziarono nell'aprile del 1939; per giugno i disegni erano completati e in agosto si diede il via alle stampe, per essere esposti entro 24 ore dallo scoppio della guerra.

I poster furono progettati per avere un aspetto uniforme, associato al ministero dell'istruzione, con un messaggio dal re al suo popolo.


Che cos'è Il backmasking (o backward masking) è la tecnica per incidere dischi al contrario. Scoperta da Thomas Edison già alla fine dell’Ottocento, fu in seguito utilizzata da maghi e illusionisti per creare effetti speciali con i fonografi. A metà Novecento, con i registratori a nastro, l’incisione al contrario divenne una forma di sperimentazione delle avanguardie ARTIli. I Beatles, nel pop, furono tra i primi a usare il backmasking sia con la produzione di suoni sia con l’inserimento di veri messaggi (nel singolo Rain.

Il backmasking è una tecnica che riguarda l'inserimento di messaggi nascosti nelle registrazioni audio. Un messaggio in backmasking è udibile solo se il brano è riprodotto al contrario e la sua efficacia come messaggio subliminale non è mai stata dimostrata. I messaggi di questo tipo sarebbero di varia natura: mentre alcuni autori avrebbero utilizzato il backmasking solo per inserire messaggi innocui e scherzosi, altri avrebbero immesso nella loro canzone dei messaggi incitanti l'uso di droghe o il satanismo.

Uno dei primi brani in cui fu segnalato un presunto messaggio inserito in backmasking è stato Revolution 9 dei Beatles. Il messaggio ascoltato al dritto ripeteva in continuazione "Number nine, Number nine..." (Trad.: "numero nove, numero nove..."). Ascoltato al contrario, invece, il messaggio era "Turn me on, dead man..." (Trad.: "eccitami uomo morto").

Nell'album The Wall dei Pink Floyd si può trovare un messaggio "nascosto" nella traccia Empty Spaces ascoltandola al contrario, il messaggio dice:

-Congratulations. You have just discovered the secret message. Please send your answer to Old Pink, care of the Funny Farm, Chalfont

-Congratulazioni. Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per piacere, invia la tua risposta al Vecchio Pink, presso la Funny Farm, Chalfont

Il messaggio, evidente parodia dei messaggi subliminali è un chiaro riferimento a Syd Barrett (il Vecchio Pink), fondatore ed ex-leader dei Pink Floyd, allontanato dal gruppo per problemi comportamentali causati principalmente dall'assunzione di droghe psicotrope, infatti Funny Farm è un termine in slang inglese con il quale si indicano gli ospedali psichiatrici.

 

Vi sono molte leggende metropolitane[1] riguardo a veri e presunti messaggi (che alcuni definiscono erroneamente subliminali) presenti nelle canzoni ed udibili solo al contrario in alcuni brani dei Led Zeppelin, dei Black Sabbath e in numerosi pezzi di molti gruppi rock e metal. In realtà molto spesso si tratta di casi di pareidolia acustica (un tipo di illusione subcosciente).


CURIOSITÀ DEL PASSATO

i bottoni

I primi bottoni erano piccole piastrine tonde cucite sugli abiti, venivano utilizzati solo per abbellirli.
I più vecchi sono stati rinvenuti nella valle dell’Indostan e risalgono al 2000 a. C.,  si tratta di conchiglie spaccate in forma circolare o triangolare.
L’uso concreto dei bottoni si è avuto invece in Germania già nel 500 a. C. (si racconta di rondelle collegate da un lembo che servivano a stringere i polsini, un po’ come i nostri gemelli).

...In altre zone d’Europa i bottoni si affermano all’incirca nel Duecento, quando i vestiti delle donne  che avevano la vita alta e le maniche strette necessitavano di un’allacciatura opportuna.
Il termine francese “boton” (bocciolo) compare per la prima volta nella Chanson de Roland del XII secolo. Nel periodo Rinascimentale  bottoni d’oro e argento ornano gli indumenti delle teste coronate.
Bisogna attendere  però il diciottesimo  secolo perché la fabbricazione dei bottoni diventi industriale (in Inghilterra).


 

Il Francobollo
La nascita del francobollo vero e proprio è legata alla riforma delle Poste della Gran Bretagna voluta da Rowland Hill nel 1837. L'intuizione di Sir Rowland Hill fu quella del servizio postale prepagato, in cui la riscossione della tariffa postale non avvenisse al momento del ricevimento, bensì all'atto della spedizione a spese del mittente. Hill comprese anche che l'introduzione di tariffe basse e uniformi, in base al peso piuttosto che alla distanza, avrebbe favorito l'aumento del traffico postale ricompensando ampiamente i minori introiti derivanti dalla riduzione stessa. Nel 1837 fece quindi pubblicare a sue spese il libretto "Post Office Reform: its Importance and Practicability", con cui rese noto al parlamento inglese il suo pensiero riformatore.
Il progetto si scontrò però con l'ostilità preconcetta del Post Office, che non accettò l'intrusione di un estraneo quale era considerato Rowland Hill. Tuttavia, anche grazie alle pressioni della classe mercantile e creditizia, il parlamento britannico approvò la riforma e rese necessaria la realizzazione dei francobolli. Sir Rowland Hill suggerì come questi ultimi dovessero essere dei pezzi di carta di dimensioni sufficienti ad accogliere una stampa e dotati sul retro di una soluzione glutinosa idonea all'incollaggio degli stessi, come prova dell'avvenuto pagamento della tariffa postale, ed il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo, che passò poi alla storia come Penny Black.
Il francobollo fece la sua prima comparsa in Italia il 1º giugno del 1850, quando il Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie denominata "Aquila Bicipite".

 


CURIOSITÀ UTILI

Carnaroli è un riso a chicco medio originario di Pavia, Novara e Vercelli. Tradizionalmente il riso Carnaroli viene usato per preparare il risotto ed è diverso dal più comune riso Arborio per maggiore contenuto di amido, consistenza più soda e il chicco più lungo. Il riso Carnaroli tiene la cottura meglio rispetto ad altre varietà di riso durante la cottura lenta richiesta per fare il risotto, perché presenta maggiori quantità di amilosio.

Appartiene alla classe del riso "superfino" e spesso è chiamato "re dei risi".


 

Il sale rosa

Il sale rosa dell’Himalaya è un salgemma naturale, non trattato e non raffinato, che viene estratto alle pendici dell’Himalaya. È considerato il più pregiato e il più completo dei sali. La sua particolare colorazione rosa deriva dall’elevata concentrazione di minerali e oligoelementi, come il ferro e il rame.

 

Origine

Il sale rosa può essere considerato l’alimento a più lunga conservazione: pensate che ha ben 200 milioni di anni! È il residuo dell’oceano primordiale che si è prosciugato con la formazione della catena montuosa dell’Himalaya. È quindi un sale fossile, frutto di un’era in cui gli oceani non erano inquinati.

 

Proprietà e benefici del sale rosa

Proprio per la sua particolare origine, il sale rosa ha acquisito alcune proprietà benefiche che lo differenziano dal comune sale marino.

Il normale sale da cucina, infatti, risente dell’inquinamento attuale dei mari, inoltre viene trattato con gli antiagglomerati chimici per evitare che, assorbendo umidità, indurisca.

Il sale dell’Himalaya, invece, è il più puro dei sali perché viene semplicemente estratto e lavato, senza essere sottoposto ad alcun trattamento di raffinazione.

È l’unico che contiene nelle giuste proporzioni i sali minerali e gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno. Grazie a queste caratteristiche, il sale rosa presenta delle particolari proprietà benefiche. È un ottimo disinfettante e per questo è ideale per preparazioni idrosaline da utilizzare nella prevenzione e nella cura di disturbi molto frequenti come raffreddore, dermatite, congiuntivite.

Il sale rosa è una buona fonte di antiossidanti, è facilmente digeribile, ha un basso contenuto di sodio, protegge la pelle e contribuisce a preservare la salute delle mucose intestinali migliorando le funzioni della microflora intestinale.

Questo prezioso sale può essere utilizzato per la cura della pelle. I suoi grani strofinati direttamente sulla cute esercitano una profonda azione di peeling eliminando le cellule morte. Sciolto nell’acqua da bagno, aiuta a rassodare e tonificare, migliora la circolazione e contribuisce a combattere la cellulite.

 

Consigli

Il sale rosa è preferibile a quello comune anche per le proprietà culinarie. Ha un sapore più delicato ed è adatto, quindi, ad accompagnare e a esaltare il sapore dei cibi.

Provatelo sulle carni e sul pesce, soprattutto di acqua dolce, aggiungetelo a fine cottura nelle zuppe, dosatelo sulle insalate verdi o miste e sulle verdure lesse o saltate in padella. Il sale rosa è perfetto sulla trota salmonata al cartoccio e, macinato fresco al momento, per una gustosa tagliata di manzo.

 

Curiosità

Oltre che in cucina e nelle soluzioni idrosaline, si possono testare tutte le proprietà del sale rosa anche in speciali cuscini in morbida spugna che, se leggermente riscaldati e appoggiati alla zona dolente, donano un beneficio immediato e duraturo.

 


Il potassio (contenuto anche nelle banane) è un minerale indispensabile per l’organismo, si occupa di regolare il funzionamento dei muscoli, come il ritmo cardiaco e la contrazione muscolare, regolando anche la ritenzione idrica e la diuresi, la pressione arteriosa e il sistema nervoso. Tra i primi sintomi di carenza di potassio nell’organismo si riscontrano: debolezza fisica generale, malfunzionamento del sistema neuro-muscolare, fragilità delle ossa, ipertensione. Se manca potassio, la prontezza di riflessi diminuisce e diventa sempre più difficile concentrarsi, i muscoli sono senza tono, i reni funzionano male, il battito cardiaco rallenta sempre più, il cuore fatica a pompare il sangue...

 

Ecco i cibi ricchi di POTASSIO Fortunatamente il ventaglio dei cibi cui attingere per controbilanciare eventuali deficit di potassio è davvero ampio:

banane, albicocche (anche disidratate), agrumi, fichi, prugne, pesche, uva, kiwi sono fonti ad alto contenuto di potassio, così come le verdure a foglia verde, quali asparagi, broccoli, carciofi, cavoli, spinaci, indivia, rucola, lattuga, le patate, Ricchi di potassio sono anche la soia e gli altri legumi, il pesce, i cereali integrali e alcune carni, tra cui il pollo. Una vera miniera di questo elemento si nasconde poi nella frutta oleaginosa, come pistacchi, mandorle, arachidi, noci, nocciole (ed è sempre bene ricordare che la frutta secca.

 


50 fantastici usi alternativi del bicarbonato di sodio

1. Dentifricio

Una volta alla settimana potete utilizzare il bicarbonato come coadiuvante per la pulizia dei denti. Immergete lo spazzolino nel bicarbonato, passatelo sotto l’acqua e utilizzatelo come se si trattasse di un normale dentifricio. Per rendere il sapore più gradevole, aggiungete poche gocce d’olio essenziale di menta.

2. Colluttorio

Sciogliete un cucchiaino di bicarbonato in mezzo bicchiere d’acqua. Utilizzate come un normale colluttorio. Vi aiuterà a sconfiggere l’alito cattivo neutralizzando gli odori.

3. Pulizia di dentiere e apparecchi

Sciogliete due cucchiaini di bicarbonato in una tazza d’acqua calda. Immergetevi l’apparecchio o la dentiera. Il bicarbonato aiuta a distaccare i rimasugli di cibo. Potete completare la pulizia con l’aiuto di uno spazzolino.

4. Scrub viso e corpo

Unendo tre parti di bicarbonato con una parte d’acqua potete ottenere un esfoliante da utilizzare per il viso o per il corpo. Massaggiate delicatamente sulla pelle con movimenti circolari e poi risciacquate con acqua tiepida.

5. Deodorante

Il bicarbonato può  essere utilizzato puro come deodorante fai-da-te per i piedi e le ascelle, applicandolo con le dita o con l’aiuto di un piumino da cipria. Per ottenere un deodorante liquido, sciogliete due cucchiaini di bicarbonato in un bicchiere d’acqua, lasciate riposare per 24 ore e trasferite il tutto in un contenitore spray, magari riciclando la confezione di un vecchio deodorante.

6. Digestivo antiacido

Per aiutare la digestione ed eliminare l’acidità di stomaco, si consiglia di sciogliere un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere d’acqua a cui avrete aggiunto il succo di mezzo limone. Si ottiene così un antiacido che aiuta a digerire ed evitare gonfiori.

7. Punture d’insetti e irritazioni

Realizzate un composto cremoso da applicare sulle punture d’insetti per alleviare il prurito mescolando un cucchiaino di bicarbonato con un po’d’acqua. In caso di leggere irritazioni della pelle, applicate un po’di bicarbonato sulle zone interessate dopo la doccia con la pelle ancora umida.

8. Pulizia delle mani

Per neutralizzare sporco e cattivi odori, sfregate sulle mani il composto ottenuto mescolando tre parti di bicarbonato con una parte d’acqua. Potete aggiungere un cucchiaino di bicarbonato alla quantità di sapone liquido che utilizzate abitualmente per ottenere un’azione antiodore ancora più efficace.

9. Shampoo

Aggiungete alla quantità  di shampoo che utilizzate abitualmente un cucchiaino di bicarbonato e amalgamate bene. I vostri capelli risulteranno morbidi e puliti poiché il bicarbonato avrà eliminato ogni residuo di calcare o lasciato dai prodotti di styling.

10. Spazzole e pettini

Per una migliore pulizia di spazzole e pettini, immergeteli in un catino di acqua tiepida in cui avrete disciolto un cucchiaio di bicarbonato, che vi aiuterà ad eliminare ogni residuo presente su di essi.

11. Bagno

Se volete ottenere una pelle morbida e vellutata, aggiungete all’acqua della vasca mezza tazza di bicarbonato e rimarrete stupiti dell’effetto emolliente ottenuto.

12. Pediluvio

Sciogliete in un catino d’acqua calda due cucchiai di bicarbonato e immergetevi i piedi per un pediluvio rilassante. Unendo un pochino d’acqua ad un cucchiaio di bicarbonato potete ottenere una pasta da strofinare su talloni e zone ruvide per ammorbidirle.

13. Bagno

Per la pulizia di vasche da bagno, lavelli, sanitari e piastrelle, cospargete le superfici con un po’di bicarbonato e poi strofinato con un panno o spugna umida. Per una maggiore efficacia sulle macchie difficili, formate una crema abrasiva unendo al detersivo per piatti un po’di bicarbonato e del sale fino.

14. Pentole e piatti

Aggiungete un cucchiaio di bicarbonato all’acqua per l’ammollo di piatti e pentole per facilitare la rimozione di macchie e unto. Aggiungete un cucchiaino di bicarbonato alla quantità di detersivo che utilizzate abitualmente per potenziarne l’effetto detergente.

15. Spugne

Per disinfettare ed eliminare i cattivi odori dalle spugne, immergetele in una bacinella d’acqua calda con l’aggiunta di quattro cucchiai di bicarbonato.

16. Forno a microonde

Per la pulizia del microonde immergete un panno in una soluzione di acqua e bicarbonato. Potete utilizzare questo rimedio sia per l’interno che per l’esterno del forno. Strofinate e poi risciacquate bene con sola acqua.

17. Argenteria

Per la pulizia dell’argenteria formate una pasta pulente con tre parti di bicarbonato ed una parte d’acqua. Strofinatela sugli oggetti delicatamente utilizzando un panno umido. Risciacquate con acqua tiepida ed asciugate per bene. La vostra argenteria sarà più brillante che mai.

18. Caffettiere e teiere

Per eliminare macchie e cattivi odori da teiere e caffettiere, immergetele in una soluzione di acqua calda e bicarbonato. Per le macchie più difficili, provate a strofinarle utilizzando la pasta pulente di cui sopra.

19. Pulizia del forno

Cospargete l’interno del vostro forno con del bicarbonato, spruzzatevi sopra dell’acqua calda e lasciate agire per tutta la notte. Al mattino sfregate utilizzando una spugna umida per eliminare unto e macchie. Risciacquate ed asciugate.

20. Pavimenti

Per la pulizia dei pavimenti, potete sostituire i comuni detergenti in commercio facendo sciogliere un bicchiere di bicarbonato in un secchio d’acqua calda. Poi procedete con la normale pulizia. Per le macchie più difficili, cospargete un po’di bicarbonato su di una spugna umida e strofinate le zone interessate.

21. Mobili

Per rimuovere macchie dai mobili laccati cospargete la superficie di una spugna umida con del bicarbonato e strofinate delicatamente. Risciacquate ed asciugate con un panno pulito.

22. Tende da doccia

Pulite e disinfettate le tende da doccia in plastica cospargendole di bicarbonato e strofinandole con un panno umido. Risciacquatele e stendetele ad asciugare.

23. In lavatrice

Per potenziare l’effetto del detersivo liquido aggiungete un cucchiaio di bicarbonato nella vaschetta dedicata al detersivo all’interno della lavatrice. Otterrete capi più puliti e brillanti. Inoltre il bicarbonato aiuta ad eliminare i residui di calcare dalla lavatrice.

24. Vestiti dei bambini

Per salvaguardare la pelle delicata dei bambini è necessario utilizzare dei detersivi molto delicati. Ma spesso le macchie sono difficili da eliminare. Per combatterle, aggiungete mezzo bicchiere di bicarbonato al vostro detersivi liquido oppure nel ciclo di risciacquo, per un effetto anti-odori.

25. Pannolini lavabili

Per il prelavaggio di pannolini lavabili, immergeteli in un catino d’acqua calda in cui avrete disciolto mezzo bicchiere di bicarbonato.

26. Attrezzatura sportiva

Utilizzate una soluzione d’acqua e bicarbonato per pulire le attrezzature sportive e bicarbonato in polvere per eliminare gli odori da zaini e borsoni da palestra. Utilizzate una pasta pulente formata da acqua e bicarbonato ed uno spazzolino o spazzola per prendervi cura delle mazze da golf.

27. Macchie di grasso e olio

Per rimuovere tracce di grasso e olio ad esempio dal pavimento del garage, cospargete le macchie con del bicarbonato e poi strofinatele con una spazzola umida.

28. Pulizia dell’auto

Utilizza il bicarbonato per pulire luci, cromature, tappetini e finestrini dell’auto. Versa on un contenitore spray una soluzione formata da un litro d’acqua e 50 gr. di bicarbonato ed utilizzala con un panno morbido, ad esempio in microfibra. Cospargi con bicarbonato le macchie più difficili e strofina con una spugna o una spazzola umida.

29. Frigorifero

Riponete un recipiente contenente del bicarbonato su di uno dei ripiani del frigorifero. Il bicarbonato assorbirà e neutralizzerà i cattivi odori.

30. Tagliere

Per eliminare i cattivi odori dal tagliere, cospargetelo di bicarbonato e lasciate agire per alcuni minuti prima di procedere al consueto lavaggio.

31. Bidoni della spazzatura

Cospargete di bicarbonato il fondo dei bidoni della spazzatura in modo da tenere lontani i cattivi odori.

32. Raccolta differenziata

Pulite spesso i contenitori destinati alla raccolta differenziata utilizzando una spugna umida sulla cui superficie avrete cosparso del bicarbonato. Risciacquate ed asciugate. Cospargete del bicarbonato sul fondo del contenitore per prevenire la formazione di cattivi odori.

33. Tubature e scarichi

Per eliminare i cattivi odori di scarichi e tubature ed impedire che si riformino, versate mezzo bicchiere di bicarbonato in lavelli, docce o vasche e fate scorrere l’acqua. Da ripetere una volta ogni dieci giorni.

34. Lavastoviglie

Utilizzate acqua e bicarbonato per ripulire e deodorare la lavastoviglie. Il bicarbonato può essere utilizzato in aggiunta al detersivo per lavastoviglie al fine di potenziarne l’effetto e per eliminare gli odori. Per evitarne la formazione, cospargete il fondo della lavastoviglie con del bicarbonato prima di ogni lavaggio.

35. Portapranzo

Per deodorare la vaschette che utilizzate per portare con voi il vostro pranzo, cospargetene l’interno con del bicarbonato tra un utilizzo e l’altro, oppure inseritevi un piccolo contenitore colmo di bicarbonato. Lasciate agire a lungo in modo che il bicarbonato possa assorbire gli odori e poi procedete al normale lavaggio.

36. Tappeti

Per eliminare gli odori dai tappeti, cospargeteli abbondantemente con del bicarbonato e lasciate agire per tutta la notte, o in ogni caso il più a lungo possibile. Raccogliete la maggior parte del bicarbonato utilizzando una scopa e completate la pulizia con l’aspirapolvere.

37. Aspirapolvere

Utilizzando il metodo spiegato al punto precedente per la pulizia dei tappeti, otterrete l’effetto “collaterale” di rimuovere i cattivi odori anche dalla vostra aspirapolvere.

38. Armadi e cassetti

Riponete dei piccoli recipienti colmi di bicarbonato in armadi e cassetti se volete tenere lontani i cattivi odori.

39. Automobile

Per eliminare i cattivi odori da sedili e tappetini, cospargeteli con del bicarbonato. Attendete quindici minuti prima di passare l’aspirapolvere.

40. Scarpe da ginnastica

Per evitare la formazione di cattivi odori all’interno delle vostre scarpe, cospargetene l’interno di bicarbonato quando non le utilizzate. Ovviamente, scuotetele prima di indossarle.

41. Lenzuola e asciugamani

Aggiungete mezzo bicchiere di bicarbonato al ciclo di risciacquo di lenzuola e asciugamani per ottenere un effetto rinfrescante e deodorante.

42. Indumenti sportivi

Soprattutto in caso di indumenti utilizzati per lo sport, aggiungete mezzo bicchiere di bicarbonato al ciclo di risciacquo della lavatrice in modo da combattere più facilmente i cattivi odori durante il lavaggio e per ottenere un effetto disinfettante.

43. Peluche

Per un effetto deodorante e rinfrescante sui peluche dei vostri bambini, effettuate un lavaggio a secco con del bicarbonato. Cospargetelo sui peluche, lasciate agire per quindici minuti, dopodichéspazzolate.

44. Lettiere

Cospargete il fondo delle lettiere dei vostri animali (gatti, criceti, uccellini) con del bicarbonato di sodio prima di aggiungere sabbia pulita o argilla. Potete cospargere del bicarbonato sulla superficiedella lettiera di tanto in tanto per potenziare l’effetto anti-odore.

45. Ceste e coperte

Per una pulizia migliore delle ceste e delle coperte dei vostri animali domestici, aggiungete due cucchiai di bicarbonato al detersivo del lavaggio e/o all’acqua del risciacquo. Per una pulizia a secco, cospargete i tessuti con del bicarbonato, attendete quindici minuti e passate l’aspirapolvere.

46. Giocattoli

Immergete i giocattoli di plastica in acqua calda e bicarbonato completando poi la pulizia con spugna e detersivo. Cospargete i giocattoli di stoffa con del bicarbonato, lasciate agire a lungo ed eliminate i residui con una spazzola.

47. Toeletta

Per mantenere pulito e lucido il pelo del vostro cane, aggiungete del bicarbonato all’acqua del lavaggio oppure cospargetelo con del bicarbonato prima di spazzolare con molta cura.

48. Lievitazione

Potete aggiungere un cucchiaino di bicarbonato al lievito utilizzato per l’impasto di dolci e torte. Ricordate che il bicarbonato è un coadiuvante della lievitazione, ma non può sostituire il lievito.

49. In campeggio

Il bicarbonato è  una sostanza multiuso che vi potrà essere utile durante il prossimo campeggio, se volete viaggiare con un bagaglio ridotto. Vi servirà come deodorante, detersivo per piatti, pentole e indumenti, dentifricio e vi sarà utile in caso di punture di insetti.

50. Suffumigi

Le inalazioni di vapore, o suffumigi, sono un vero e proprio toccasana per decongestionare le vie respiratorie in caso di raffreddore. Fate così: portate a bollore dell’acqua, aggiungete due cucchiai di bicarbonato e respirate i vapori che si sprigioneranno per dieci minuti, coprendovi la testa con un telo. Si tratta di un rimedio della nonna davvero efficace. Da provare.


 

Mai così lucida! Provare per credere!
Senza alcuna fatica, senza costi, come non l’avete mai vista prima.



Lucidare l’argenteria è sempre stato un lavoraccio del quale vorremmo fare di certo a meno, e poi i risultati? Mediocri. Lo sforzo? Parecchio. Il costo? Oneroso.

Di seguito vi spiegherò un metodo: PIACEVOLE - FACILE - ECONOMICO.
Solo provandolo vi renderete conto dell’ottimo risultato.
ATTREZZI:
1) Un dentifricio economico (preferibilmente a pasta bianca e non gel).
2) Una spugna da cucina (anche vecchia) da utilizzare solo dalla parte morbida.
3) Un panno per asciugare.

PROCEDIMENTO
Per una caraffa, spremete circa 3 cm di dentifricio sulla spugna, assolutamente asciutta, (se necessario aumetare la dose) massaggiate, imbiancando l’intera caraffa, come se stesse spalmando della creama sulle gambe, dunque con delicatezza e uniformemente; questa azione dovrebbe durare 1/2 minuti, dunque iniziate a massaggiare con più forza, come se stesse lavando una caraffa di vetro, ruotando la spugna; noterete che dall’argento comincerà a scomparire il giallo e apparire il grigio (colore naturale e pulito dell’argento), noterete che la spugna comincerà a diventare sempre più nera. Quando il giallo si sarà tolto del tutto, lo noterete perché il dentifricio si andrà spostando da una parte ad un’altra sino a trasformarsi in un vero detergente (senza schiuma) a questo punto potete sciacquare la spugna e continuare a massaggiare sotto l’acqua tiepida, ove necessario, per esempio nelle zone intarziate ripassate un po’ di dentifricio. In fine basterà passare un panno asciutto che l’argenteria tornerà a brillare! Credetemi e più semplice di quello che sembra!!!

 


CURIOSITÀ ATTUALI

È entrato in vigore un decreto sulla rateizzazione di bollette, multe, avvisi cartelle e imposte. Se il cittadino si trova in difficoltà a saldare il debito in un’unica soluzione può chiedere a Equitalia di pagare a rate le somme iscritte a ruolo. Alla luce delle recenti disposizioni normative (decreto legge n.69/2013 convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013) è possibile chiedere:

 

un piano di rateazione ordinario fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni);

un piano di rateazione straordinario fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni), nei casi di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità.

 

Per saperne di più:  Equitalia


Cosa sono i paradisi fiscali?


I cosiddetti paradisi fiscali sono microterritori o Stati le cui legislazioni fiscali sono volutamente permissive o addirittura inesistenti, e dove l’imposizione fiscale è quasi ridotta a zero. La ragione di una scelta del genere è più che altro politica: attirare molto capitale proveniente dai paesi esteri, fornendo in cambio una tassazione estremamente ridotta.

Dal punto di vista del contribuente, per riportarci all'originaria definizione statunitense di paradiso fiscale, tax haven, è un rifugio dall'alta tassazione sui redditi, il cui ricorso è annoverabile quindi come tecnica di elusione fiscale. Inoltre in questi Paesi (detti anche off-shore) sono in vigore barriere (a volte invalicabili) per le richieste di informazioni che giungono da amministrazioni straniere. L’embrione dei paradisi fiscali sono stati, nel XIX secolo, i porti e le isole caraibiche dove potevano trovare rifugio le navi dei grandi imperi europei. Gli ultimi 30 anni di liberalizzazione finanziaria, che ha incoraggiato l’assenza di controllo sui movimenti di capitale su scala internazionale, ha fatto crescere vertiginosamente il numero dei paradisi fiscali. Attualmente vengono considerati paradisi fiscali le seguenti località: Andorra, Anguilla, Antigua e Barbuda, Aruda, Bahamas Bahrein, Barbados, Belize, Isole Vergini britanniche, Guemesey, Isole Cook, Dominica, Gibilterra. Grenada, Isola di Man, Jersey, Liberia, Liechtenstein, Maldive, Isole Marshall, Monaco,  Montserrat, Nauru, Antille olandesi, Niue, Panama, Saint Kitts e Nevis, Saìnte-Lucie, Saint Vincent e Grenadine, Samoa occidentali, Sevchelles, Tonga, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Vanuatu. 

Traffici illeciti. Nei soli paradisi fiscali europei sono registrate quasi 700 mila imprese. Il giro di affari annuo è di oltre 1.800 miliardi di dollari, di cui almeno il 40% proveniente da traffici illeciti, come traffico d’armi e finanza occulta legata alla droga o al terrorismo; il 45% frutto di “pianificazione fiscale” o evasione fiscale, il 15% da finanza “politica” (i tesori e tesoretti dei vari dittatori del Terzo mondo, i fondi della cooperazione internazionale stornati da governi e o funzionari corrotti).


 

La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente) il 14 febbraio.

La ricorrenza di San Valentino ha sostituito in epoca cristiana i lupercalia romani, celebrati il 15 febbraio; questi riti erano però dedicati alla fertilità e non all'amore romantico. Nel 496 papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire Valentino, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana. Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il messaggio di amore portato da questo santo, l'associazione specifica con l'amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore, e la questione della sua origine è controversa.
Una delle tesi più note è che l'interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d'Inghilterra con Anna di Boemia. Tuttavia, studiosi come Henry Kelly e altri hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, san Valentino di Genova.
Non v'è dubbio tuttavia che a metà di febbraio si riscontrino i primi segni di risveglio della natura e nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data iniziasse l'accoppiamento degli uccelli e quindi l'evento si prestava a considerare questa la festa degl'innamorati.
Pur rimanendo incerta l'evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c'è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'"Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai principi dell'amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d'amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d'amore.
La più antica "valentina" di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d'Orléans, all'epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis desja d'amour tanné, ma tres doulce Valentinée….
L'uso di spedire "valentine" nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (1828-1904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito. Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d'auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.